VI RACCONTO DI ME...



Raccontare di me e di Spazio 1999… come se fosse facile. Ormai sono troppo “vecchio” per ricordare i dettagli di un amore che si perde nei miei ricordi di bimbo, ma che è stato così importante per aver contribuito a farmi diventare ciò che sono, nel bene e nel male. Avrò avuto non più di 7 anni quando ho visto per la prima volta Spazio 1999 in televisione: vi ricordate quei vecchi modelli Geloso rigorosamente in bianco e nero… con le manovelle del primo e del secondo canale...

Difficile oggi discriminare i ricordi originali di allora da quello che è venuto dopo. Ricordo un bambino ipnotizzato davanti al video, talmente catturato da una trasmissione così diversa dalle altre da rimanervi incollato anche dopo la sua conclusione. Eppure, sempre di un bambino di 7 anni si trattava, un bambino che in quell’occasione guardava la tv da solo, senza nessuno che gli spiegasse il senso della storia.

E ricordo che toppai clamorosamente la trama principale, il bambino che ero non riusciva a capire la storia della Luna che era uscita dall’orbita terrestre per via dell’esplosione delle scorie nucleari. Troppe parole strane in questa frase: orbita, scorie… nucleare! E poi, quando quel bambino alla fine si alzava, correva alla finestra e vedeva la Luna sempre là fuori, dove era sempre stata. Allora, nella sua mente si fece strada un’idea ancora più fantascientifica: che la Luna si fosse in qualche modo sdoppiata, in modo da essere contemporaneamente in due posti, nel cielo del mio presente e nello spazio della mia fantasia.

E poi? Spazio 1999 cambiò per sempre il mio modo di vedere la televisione, e forgiò clamorosamente i miei gusti, se è vero che da allora divorai sistematicamente e con avidità qualsiasi produzione fantascientifica mi capitasse a portata di… vista. E poi, pochi anni dopo, arrivò Star Trek, che finì quell’opera iniziata da Spazio: indirizzare il corso della mia vita.

Ricordo che Star Trek piaceva anche a mia sorella, che era ben più grande di me. Ma veniva trasmesso a un'ora che per un bambino di 10 anni era notte fonda. Fu grazie a mia sorella che potei vederlo, altrimenti i miei genitori non me l’avrebbero permesso; potei quindi viaggiare di nuovo nello spazio, questa volta con Kirk, Spock, McCoy e l’Enterprise. Star Trek arrivò al momento giusto, non ero più il bambino ancora acerbo di Spazio 1999, ero adesso in grado di coltivare maggiormente le mie passioni. E così da Star Trek non mi allontanai mai, divorai tonnellate di repliche e così passarono molti molti anni, anni in cui Spazio 1999 era rimasto dimenticato, ma non morto, in un remoto angolo della mia memoria.

Impossibile dire quanto tempo fosse passato, dal giorno in cui un bambino di neanche 7 anni fantasticava a bocca aperta davanti al Geloso di famiglia al giorno in cui un ragazzone di più di 25 anni si ritrovò a casa di un’amica. Impossibile dire quanto tempo fosse passato non in termini di anni, mesi o giorni, ma in termini di vita vissuta, che aveva completamente ricoperto quella vecchia serie televisiva di fantascienza. Ma quel giorno, a casa di quell’amica, la mia vita cambiò di nuovo.

Scartabellando tra vecchie videocassette me ne trovai davanti una che aveva scritto su semplicemente Spazio 1999. Non mi è possibile descrivere quello che provai, fu come trovare un tesoro perduto. Balbettando chiesi a Bianca il permesso di prendere in prestito la videocassetta e… me ne andai semplicemente a casa. Scesi senza dire altro a nessuno e mi incamminai verso casa mia. Solo che ero distante più di 10 km da casa, eppure non me ne rendevo conto. Stringevo quella videocassetta come se fosse stato davvero il tesoro più prezioso, con i piedi macinavo chilometri e con la mente percorrevo distanze siderali, tirando fuori ricordi su ricordi. Ricordi di un bambino e di un vecchio televisore, ricordi di un’altra vita. Ed ancora odori, sensazioni, giocattoli, scoperte, un universo di memorie si era aperto dentro di me e veniva prepotentemente fuori, travolgendomi di emozioni. Ancora oggi mi meraviglio, ripensandoci, della distanza che coprii a piedi, quel giorno, per tornare a casa, senza neanche accorgermene.

Era un sabato: giunto a casa chiamai la mia ragazza e le dissi che quella sera non potevo uscire con lei e che l’indomani le avrei raccontato tutto. Andai in camera e mi chiusi dentro. Misi la cassetta nel videoregistratore e… quello che successe dopo fu qualcosa che non posso condividere. Fu come ritrovare il migliore amico, un amico perduto da tempo. Fu come ritrovare l’innocenza e il candore di un bambino di 7 anni.

Il primo amore era tornato e il primo amore non si scorda mai. Nel 1999, nella ricorrenza più importante per gli amanti di Spazio, decisi di creare un sito web per non dimenticare di nuovo, non dimenticare mai più, e magari aiutare anche qualcun altro a ricordare. Spazio 1999 è oggi sempre presente nella mia vita, ogni giorno, come e più di allora.

Mi chiamo Marco, ho quasi 40 anni, un figlio bellissimo di un anno e mezzo e un’altra piccola in arrivo. Sono un ingegnere elettronico, grazie a Victor Bergman, a Scotty e a… tanti altri come loro.

Nella foto sopra, datata 10 giugno 2000, sono proprio con lui, Barry Morse, recentemente scomparso. La foto è un po’ ingiallita, come i miei ricordi di un bimbo di 7 anni...

Un caro saluto,
Marco Vittorini